Guida · stima indicativa
Aumento in busta o premio una tantum
Promettere cento euro netti al mese è un impegno che si ripete. Un premio da 1.500 € è un impegno che puoi non ripetere. Il primo anno la cassa può dire una cosa; dal secondo l'aumento è ancora lì.
L'aumento ha un costo opaco
Dal netto al lordo, poi contributi e TFR. Il calcolatore sull'aumento esiste perché «cento euro in busta» non è il costo in bilancio.
Quel costo, una volta promesso, è strutturale. Entra nelle mensilità, nel TFR, nelle trattative successive.
Il premio sembra più barato finché è una tantum
In questa stima il premio porta contributi e INAIL, non TFR. Se il premio è retribuzione utile TFR, o se lo ripeti ogni anno, il vantaggio si assottiglia.
Usa il confronto per decidere se ti serve flessibilità o se stai nascondendo un aumento dentro un «premio» che diventerà atteso.
Cosa non calcoliamo
IRPEF personale, detrazioni, il fatto che un premio in dicembre pesa sulla cassa in un mese solo. Resta una stima per scegliere la forma, poi il consulente del lavoro scrive il cedolino.
